7 Novembre 2026
Consulenza PsicoPedagogica

 

Kamishibai: come favorire lo sviluppo psicologico e cognitivo dei bambini

attraverso il racconto di storie

di Laura Avola

 

 

Raccontare storie, inventarle, permettere ai bambini di costruirle a modo loro, porta con sè innumerevoli vantaggi per il loro sviluppo e la loro crescita.

Innanzitutto, nel racconto il bambino impara a comprendere il mondo: sperimenta il bene ed il male e, distinguendoli, impara a riconoscerli. Nella storia narrata, il bambino può proiettare i propri vissuti emotivi, le proprie ansie e le proprie paure. Può, così, sperimentare le proprie emozioni (soprattutto quelle più complesse e difficili da affrontare) da una distanza di sicurezza, dalla lontananza del “C’era una volta” o dalla protezione fornita dal saperle “In un luogo molto lontano”. Dunque, il racconto dà loro un sostegno emotivo importante e gli permette così di riconoscere le proprie emozioni proiettandole nella storia. E questo è alla base di un buon benessere psicologico ed emotivo.

Inoltre, le ricerche evidenziano come la narrazione ai bambini favorisca lo sviluppo di capacità cognitive e linguistiche. Il bambino, ascoltando le storie che l’adulto racconta, impara nuovi vocaboli, sviluppa una produzione lessicale più ampia e acquisisce nuove competenze comunicative. Jerome Bruner, psicologo cognitivista, ha dimostrato come il racconto delle fiabe incida sullo sviluppo del pensiero narrativo del bambino. Questo tipo di pensiero rappresenta la capacità cognitiva con cui ogni essere umano struttura la propria esistenza, riorganizza le esperienze fatte e costruisce significati condivisi. Dunque, secondo Bruner, il racconto non può rappresentare solo uno svago, collocato nel tempo dell’infanzia, ma un vero e proprio processo mentale che permette ad ogni individuo di trasmettere valori ed ideali.

È attraverso il pensiero narrativo che l’uomo comprende gli eventi, mette in relazione le esperienze, situazioni passate, presenti e future in forma di racconto, collegandole e facendone un’interpretazione ed una ricostruzione. La narrazione permette quindi da un lato di elaborare, evocare, comprendere le esperienze e dall’altro di avere le competenze per poterle descrivere e raccontare agli altri, poterle spiegare alla luce delle circostanze, delle intenzioni, e delle proprie aspettative e dar loro significato, collocandole nel sistema culturale codificato.

Vi sono altri vantaggi per i bambini abituati all’ascolto di racconti e fiabe. Ad esempio, la narrazione alimenta la fantasia, favorisce una maggiore apertura mentale e lo sviluppo di un pensiero laterale. Quest’ ultimo permette di vedere il mondo non solo seguendo le leggi della logica, ma di guardarlo da diverse angolazioni, in maniera più flessibile ed elastica. Il pensiero laterale, inoltre, fornisce una visione più ampia delle cose e dunque offre una vasta gamma di soluzioni ai problemi che la vita inevitabilmente ci pone davanti.

Uno strumento molto utile che funge da stimolatore di tutte queste capacità importanti per la crescita dei più piccoli è il Kamishibai, anche conosciuto come “teatro di carta”. Questa definizione spiega, quello che, in effetti, rappresenta la valigetta portatile che i cantastorie Giapponesi del XII secolo portavano per le strade: un teatrino in legno entro cui inserire delle tavole stampate sia sul fronte che sul retro. Da una parte, il pubblico può ammirare dei splendidi disegni e, sul retro, il testo che il cantastorie legge animando la lettura.

Dunque, il Kamishibai permette di narrare una storia affiancandola alla visione delle immagini illustrate. Questa particolarità favorisce la comprensione della narrazione da parte dei bambini, in quanto possono prendere spunto da più registri comunicativi: la voce narrante e l’enfasi che il tono riesce a dare, i movimenti che i personaggi possono compiere anche davanti al teatrino e le immagini che si presentano dinanzi a loro.

Inoltre, questa modalità narrativa, a metà tra lettura e teatro, ha la peculiarità di coinvolgere molto i bambini, facendo leva sulla loro capacità immaginifica, poiché riesce, in maniera straordinaria, ad immergerli nel mondo fantastico che la storia narra.

Avere un’immagine davanti a sè, incorniciata dalla struttura del teatrino, favorisce, inoltre, la concentrazione di chi partecipa al racconto delle storie e riesce così ad attivare l’attenzione dei bambini, soprattutto in quel momento, particolarmente magico, in cui si sfila una tavola e gli occhi possono intravedere quella successiva. Concentrazione, attenzione, attesa sono processi cognitivi fondamentali per sviluppare le funzioni esecutive alla base di tutti i nostri comportamenti ed apprendimenti, in quanto, attraverso il loro sviluppo e la loro stimolazione, riusciamo a pianificare, ad organizzare, controllare e regolare il nostro comportamento in modo adattivo e finalizzato ad un obiettivo. Sono, insomma, funzioni necessarie e fondamentali per affrontare le sfide della vita quotidiana; poterle stimolare così, attraverso un’attività piacevole come l’ascolto di una storia e, contemporaneamente, la sua visione, dà un valore aggiunto al loro consolidamento, poiché, come le neuroscienze ci ricordano, l’apprendimento quando è associato ad emozioni positive diventa ancor più efficace.

Infine, questo magico strumento quale è il Kamishibai consente di raggiungere anche alcuni aspetti non di secondaria importanza per lo sviluppo sociale del bambino. Il “teatro di carta” permette alla narrazione di essere più condivisibile e questo facilita lo sviluppo del senso di gruppo nei bambini. La lettura condivisa ha un suo corrispettivo sul piano neurobiologico: leggere insieme, oltre ad ampliare le conoscenze e alimentare le curiosità del bambino, fornisce anche una vera e propria forma di autoregolazione emotiva. Il bambino fa così esperienza di una dimensione dove le emozioni fungono da guida per orientarsi col corpo, con la mente e con il pensiero.

Il Kamishibai, essendo uno strumento estremamente versatile, può dar modo ai bambini di creare loro stessi nuove storie, accrescendo così anche le loro capacità espressive ed il loro linguaggio, nonché la loro capacità di interazione, laddove la narrazione prenda una forma dialogica.

Considerando tutti i benefici sopracitati ed i frutti che strumenti come il racconto di storie e l’utilizzo del Kamishibai possono portare nella crescita dei nostri bambini, il nostro intento è quello di sensibilizzare sempre più famiglie a staccare i dispositivi elettronici e le TV- on demand, per orientarsi verso contesti più sani e stimolanti per sé e per i propri figli.

E tu di che idea sei?

 

 

Fonti:

  • Bruner J. (1991), “La costruzione narrativa della realtà” – Laterza

  • D’Amico S. e Devescovi A. (2013), "Psicologia dello sviluppo del linguaggio" – Il Mulino

  • Scataglini C. (2019) “Raccontare storie con il kamishibai. Sviluppare il metodo narrativo con i bambini della scuola dell’infanzia e primaria”– Erikson