7 Novembre 2026
Consulenza PsicoPedagogica

Favorire l'autonomia e l'indipendenza nei bambini

di Laura Avola

 

“Insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi e a vestirsi è un lavoro ben più lungo, difficile e paziente che imboccarlo, lavarlo e vestirlo”. Con queste parole Maria Montessori, pioniera della moderna pedagogia e grande osservatrice della crescita dei bambini, pone l’accento su due importanti presupposti nella relazione tra genitore e figlio: l’importanza di insegnargli ad essere autonomo e l’impegno che tutto ciò comporta.

Una delle competenze più importanti da trasferire ai bambini è, infatti, l’autonomia, ossia la capacità, in base all’età ed alla maturità cognitiva, di fare le cose da solo. Per poter acquisire questa competenza che rappresenta per i bambini un’enorme conquista evolutiva, il processo è, però, lungo e graduale; è necessario abituare il bambino, giorno dopo giorno, un po’ alla volta, ad acquisire nuove abilità che può svolgere in autonomia.

È importante ricordare ai genitori, infatti, che i bambini che non sanno ancora fare, hanno comunque una naturale inclinazione, arrivano su questa terra già dotati dalla natura di strumenti cognitivi e sensoriali molto sofisticati per imparare a fare da soli fin dal primo giorno della loro vita. Proprio per questo è indispensabile che noi non blocchiamo, con le nostre paura e la nostra impazienza, quest’impulso all’apprendimento che è necessario e vitale in ogni essere umano, perché è legato alla sopravvivenza. Una persona indipendente, in grado di fare da sé ciò che le serve, è una persona libera, che saprà cavarsela con le proprie forze in qualunque situazione.

Genitori iperprotettivi che ostacolano lo sviluppo dell’autonomia

I genitori iperprotettivi vogliono evitare ogni forma di malessere o di pericolo per i propri figli. Questo aspetto, se da una parte può sembrare un proposito nobile, guidato dall’amore incondizionato verso il proprio figlio, dall’altra parte porta con sé un rischio da non sottovalutare. I bambini vogliono fare da soli, intanto perché è il loro naturale processo di sviluppo e secondariamente perché ci osservano continuamente e vogliono imitarci. È così che i bambini crescono. Se noi interrompiamo questo processo intervenendo continuamente su ciò che il bambino fa, gli impediamo di sviluppare una solida autonomia e questo può avere ripercussioni negative anche nella sua vita futura. Quando un genitore si sostituisce completamente al figlio sottende un pensiero altamente squalificante; è come se dicesse “faccio io per te perché tu non sei capace”. Partendo da questo presupposto è facile comprendere perché, con buona probabilità, il bambino crescerà sentendosi inferiore agli altri, si sentirà incapace di fare da solo, avrà la sensazione di essere impotente, non crederà nelle sue capacità perché non ha potuto scoprire i suoi talenti.

Addirittura, può succedere che bambini iper-protetti possano diventare prepotenti, rabbiosi ed aggressivi proprio perché non possono scaricare la tensione derivante dal rischio che si sperimenta nel fare da soli. L’assenza di rischio, inoltre, non consolida il senso di responsabilità individuale fondamentale per affrontare la vita. I figli di genitori iperprotettivi, dunque, rimarranno sempre ancorati all’adulto, avranno bisogno del genitore per poter portare a compimento un compito, per prendere decisioni o per uscire da un conflitto.

In questi casi gli adulti devono riuscire a mettere da parte le proprie paure, accoglierle e comprenderle e, se è il caso, farsi aiutare in questo percorso, ma, soprattutto, devono imparare a dire “puoi farlo da solo, figlio mio. Io sarò qui accanto a te se ne avrai bisogno, ma tu puoi imparare a fare da solo continuando a provare. Allenandoti vedrai che ce la farai!”.

Genitori che precocizzano l’autonomia del bambino

Sul versante opposto, troviamo i genitori che tendono a precocizzare lo sviluppo dei propri figli. L’atteggiamento educativo di questi genitori è quello di pretendere una precoce autonomia del bambino al quale non viene concesso un periodo di sana dipendenza. Sono adulti che giustificano le loro aspettative sul bambino dicendo “si deve abituare al mondo”.

Ed è vero, i bambini devono abituarsi al mondo, alle difficoltà che esso pone: devono imparare a caversela e ad essere autosufficienti, ma, affinché il raggiungimento dell’indipendenza avvenga in maniera autentica, non dobbiamo dimenticare un passaggio fondamentale per il sano sviluppo del bambino. Come sosteneva Winnicott, grande pediatra e psicanalista che ha lavorato molto sull’infanzia, l’indipendenza deriva da un bisogno di dipendenza soddisfatto. Anche le recenti ricerche affermano che affinchè il bambino diventi un essere autenticamente autonomo e indipendente, ha bisogno prima, e per tutto il tempo che necessita, di avere la garanzia di un appoggio solido da parte degli adulti di riferimento. Questa condizione è necessaria per i bambini piccolissimi, in quanto è evidente a tutti come un neonato sia completamente dipendente dall’adulto nel soddisfare quasi la totalità dei suoi bisogni, ma è una variabile da non sottovalutare neppure per i bambini di età superiore ai tre anni di vita. Nella fascia 0-6 anni, infatti, i bambini hanno un bisogno estremo di dipendenza, una necessità molto forte di sentire che i propri genitori sono affidabili e che loro possano ricorrervi ogni volta che ne hanno il bisogno, senza il timore di sentirsi respinti. Gli adulti precocizzanti, invece, tendono, man mano che i bambini crescono, proprio per spingerli verso l’autonomia, a diventare distanzianti. Può allora capitare, ad esempio, che un bambino di 3 anni che sta imparando a vestirsi da solo chieda aiuto all’adulto, ma si senta rispondere “ormai sei grande, fai da solo”. In questo caso, sebbene l’adulto abbia in mente di stimolare l’autonomia, quello che sperimenta il bambino è un senso molto forte di insicurezza, poiché, la sua richiesta d’aiuto non è estata accolta. Il figlio si sente così non sufficientemente supportato e potrebbe istillarsi in lui l’idea che quando avrà bisogno non ci sarà nessuno disposto a concedergli il suo aiuto poiché lui non è degno d’amore.

I figli di genitori precocizzanti sono dunque bambini altrettanto insicuri, alla pari di chi non è stato stimolato all’autonomia, ma tendono a nascondere questa loro fragilità. Tenderanno a sviluppare una personalità molto forte, ma non nel senso più autentico del termine, poiché dietro hanno un’estrema paura del fallimento.

Il modo migliore per stimolare un bambino all’autonomia è quello di fargli percepire la nostra fiducia nei suoi confronti, ma assicurargli il nostro supporto. Per dirlo con una frase, al bambino che chiede aiuto possiamo rispondere “io sono qui con te. Puoi farlo da solo, mentre io sono qui insieme a te”.

Questo permette da una parte di sostenere l’autonomia del bambino, ma dall’altra di garantirgli la rassicurazione sul suo bisogno di dipendenza. Quando il bambino sente di avere un adulto presente e disponibile, soprattutto sul piano affettivo, si sentirà sicuro e sarà disposto ad allontanarsi per esplorare il mondo.

I benefici dell’autonomia

Dunque, possiamo concludere dicendo che, anche in questo caso, la via di mezzo è il giusto equilibrio affinchè i bambini possano crescere realmente sicuri, autonomi ed indipendenti. È necessario riuscire a gestire le proprie paure vedendo il bambino allontanarsi da noi, lasciarlo sbagliare, fargli correre qualche rischio, al fine di sperimentarsi e trovare la propria strada, affinando le sue capacità di stare al mondo e comprendere i propri gusti.

Ma è indispensabile anche fornirgli sempre la nostra presenza e la possibilità di avere qualche battuta d’arresto; accogliere le sue richieste d’aiuto e incoraggiarlo con amore.

Non dimentichiamo mai che stimolare e promuovere l’autonomia nei bambini porta con sè tantissimi benefici da non sottovalutare. Di seguito vogliamo evidenziarne alcuni.

L’autonomia:

  • Incoraggia l’autostima: quando il bambino scopre di saper fare da solo si sente capace e migliora l’immagine che ha di se stesso. Un bambino a cui viene data l’opportunità di compiere delle scelte, imparerà a fidarsi di sè stesso e del proprio giudizio. Tutto questo permette al bambino di costruire la propria autostima e ad avere fiducia nelle proprie capacità.
  • Sviluppa abilità nuove e molto utili per la vita. Un bambino che può gattonare in autonomia, potrà sviluppare la percezione delle cose. Un bambino che potrà mangiare da solo, migliorerà la sua capacità motorie e manuali e la coordinazione percettivo motoria. Un bambino a cui è consentito prendere decisioni, potrà sperimentare la sua capacità di problem solving, potrà sviluppare il suo pensiero critico ed il processo decisionale.
  • Promuove la resilienza: i bambini liberi di muoversi e di fare scelte, possono giungere all’autonomia attraverso l’apprendimento per tentativi ed errori. Dai propri errori, dunque, possono imparare e gettare le fondamenta per sviluppare la resilienza. Possono imparare che il fallimento fa parte della vita, è necessario e che può essere accettato, anzi ci permette di migliorarci ripartendo e riprovando.
  • Getta le basi per l’indipendenza: i bambini che possono muoversi in autonomia, affinando giorno dopo giorno le proprie capacità, sono già orientati verso l’indipendenza, possono diventare cioè autosufficienti.

Come aiutate il bambino a sviluppare l’autonomia?

Ogni genitore dovrebbe dare quotidianamente delle opportunità al bambino per potersi sperimentare nei suoi contesti di vita, svincolandosi dalla dipendenza dall’adulto, offrendogli delle occasioni per mettere in campo delle attività che già può fare da solo. Le attività che possiamo scegliere di fargli fare dipendono, innanzitutto, dalla sua età e soprattutto dalla maturazione cognitiva che ha raggiunto il bambino.

Per esempio, in età prescolare, tra i 3 e i 4 anni, possiamo insegnare a nostro figlio come vestirsi da solo. Questa abilità non deve e non può essere raggiunta subito, ma ha bisogno di tempo e gradualità. Possiamo pensare che inizialmente potrà vestirsi da solo in parte, ad esempio, potrà dedicarsi alla parte superiore o inferiore del corpo. A quest’età, il bambino può già apparecchiare o sparecchiare per sè stesso. Possiamo utilizzare, inizialmente, delle tovagliette con sopra disegnata la posizione del piatto, del bicchiere e delle posate.

Man mano che cresce può imparare ad allacciare o slacciare le scarpe con gli strappi oppure ad abbottonare e sbottonare i bottoni.

Possiamo insegnargli piccole attività domestiche come il rimettere a posto i giochi, o ancora singole azioni come il lavarsi i denti, mettersi il pigiama prima di andare a dormire, senza sostituirci a lui nel compiere queste azioni. Per raggiungere questo obiettivo, ovvero far sviluppare al bambino l’autonomia, possiamo anche utilizzare degli strumenti utili come dei cartonati o dei cartelloni che rappresentano le diverse sequenze motorie per poter raggiungere e finire quel determinato tipo di azione richiesta. Proprio svolgendo questi movimenti il bambino si esercita a ricordarsi quali azioni mettere in atto per svolgere quel determinato compito, impara a coordinare i movimenti, a concentrare la sua attenzione su una singola azione per volta ed apprende soluzioni nuove di fronte alle difficoltà.

Al fine di poterlo aiutare a fare da solo possiamo mettere in atto tutta una serie di strategie per favorire l’autonomia del bambino o comunque per non ostacolarla.

Te ne suggeriamo alcune di seguito che potresti facilmente adottare in casa tua.

  • Predisponi l’ambiente di casa affinché il bambino possa accedere facilmente ai suoi oggetti: ad esempio, puoi riporre i suoi vestiti nella parte più bassa dell’armadio, in modo che possa decidere da solo cosa indossare. Anche i suoi giocattoli e i suoi libri devono essere facilmente reperibili: utilizza librerie basse e contenitori facili da aprire. Anche in cucina, fai in modo da mettere qualche stoviglia e alcuni cibi a lui graditi, nei ripiani da lui raggiungibili. Nel bagno, l’utilizzo dello sgabellino per lavarsi in autonomia è molto utile.
  • Sistema i giochi divisi in categorie ben distinguibili. Ogni contenitore può essere predisposto di etichetta o immagine che indichi il suo contenuto. Così verrà più semplice sia giocare in autonomia che riordinare.
  • Coinvolgilo nelle attività domestiche: può aiutarti a fare la lavatrice o la lavastoviglie, togliere la polvere, mescolare l’impasto per la torta in cucina. Fatelo con allegria ed entusiasmo. Il bambino apprende mentre si diverte e non quando è sottoposto a critiche o continue correzioni.
  • Sostituisci l’utilizzo di tablet e tv con libri, fogli, forbici, colla, plastilina, giochi di logica. Stimola tuo figlio nelle abilità cognitive e manuali perché saranno questi gli alleati che nella vita lo aiuteranno a risolvere i problemi.
  • Quando il bambino non chiede aiuto, lascialo fare da solo. Anche se si veste alla rovescia o sta indossando le scarpe al contrario.
  • Bandisci dal tuo vocabolario la frase “sei troppo piccolo, non riesci!”. Tutt’al più puoi dire “prova ancora. Se hai bisogno ti aiuto io!”

Queste sono solo alcune strategie che puoi utilizzare per stimolare tuo figlio. Ne puoi utilizzare molte altre lasciandoti guidare dalla conoscenza che solo tu hai del tuo bambino e delle vostre abitudini.

Ricorda sempre che dare al bambino la possibilità di fare da solo, anche se hai fretta, è un grande atto d’amore.

E tu che tipo di strategie utilizzi per aiutare tuo figlio sviluppare l’autonomia?

 

 

Fonti:

  • A. Beltrame, 2019, “Invece di dire…prova a dire”, Mondandori
  • D.Winnicott, 2013, “Sviluppo affettivo e ambiente”, Armando Editore