7 Novembre 2026
Consulenza PsicoPedagogica

Gli stili educativi genitoriali

di Laura Avola

 

La nascita di un figlio è una grande gioia: le manine di un piccolo neonato che stringono le nostre dita, quel puntino bianco tra le gengive che ci fa festeggiare per il primo dentino, la prima volta che quel bambino dalle guance paffute, con i suoi passi incerti, inizia ad esplorare il mondo. Poi però, man mano che il pargolo cresce, il genitore inizia a farsi delle domande e diventa sempre più difficile capire come sia meglio agire per educarlo nel miglior modo possibile.

Negli anni 70, una ricercatrice e psicologa dello sviluppo, Diana Baumrind, ha formulato una teoria, conosciuta come Teoria degli Stili Genitoriali. Secondo la studiosa, i genitori possono sviluppare diversi stili educativi. Inizialmente, dalle conclusioni di diverse ricerche, aveva individuato tre stili educativi; successivamente definì quattro prototipi.

Stile genitoriale: la combinazione di due componenti

Gli ingredienti alla base dell’educazione e del conseguente stile che si può adottare sono due: il livello di controllo ed il livello di supporto. Il primo si riferisce alle scelte che il genitore compie in merito al controllo ed alla supervisione dei figli, affinché questi ultimi imparino a mettere in atto comportamenti socialmente adeguati. Il livello di sostegno fa riferimento, invece, alle capacità genitoriali di dare supporto, garantire vicinanza emotiva ed essere disponibili a soddisfare i bisogni del figlio, attivando meccanismi che stimolino l’autoregolazione e l’affermazione di sé.

Le due componenti sono neutre nel senso che, di per sé, non hanno un’accezione negativa né, tantomeno, positiva. A determinare la positività o la negatività dello stato genitoriale è l’equilibrio o lo squilibrio tra di esse.

Cosa è uno stile genitoriale?

Ma cosa è lo stile genitoriale? È la modalità educativa che il genitore mette prevalentemente in atto, ovvero i comportamenti, gli atteggiamenti, l’approccio e i gesti che ciascun caregiver esprime nello svolgere il proprio compito educativo.

Questa modalità è ovviamente un mix tra la personalità di ognuno di noi, lo stile genitoriale che abbiamo osservato nel corso della nostra vita, i comportamenti che ci saremmo aspettati di vedere nei nostri genitori quando eravamo bambini ed infine, ciò che, crescendo, abbiamo imparato sull’arte dell’essere genitori.

Ogni genitore, infatti, è portatore di esperienze passate che determinano il modo di orientare le proprie scelte educative, ma l’aver sperimentato una modalità, fortunatamente, non è deterministica e non cristallizza lo stile educativo da utilizzare. Ogni genitore, infatti, prendendo consapevolezza ed informandosi, può scegliere di orientarsi verso uno stile educativo piuttosto che un altro.

Ogni adulto porta con sé il proprio stile genitoriale che si fa spazio e si abbina con lo stile genitoriale del partner; i due stili si combinano dando vita ad un approccio unico. Per permettere che questo sia funzionale e coerente, è necessario che la coppia lavori su sé stessa, in termini di collaborazione, comunicazione e condivisione. Laddove vi sia una differenza nella pratica educativa, che generi crisi e conflitti all’interno del sistema famigliare, la Consulenza Genitoriale rappresenta il servizio che meglio si presta ad aiutare i genitori in questo percorso fondamentale per il benessere dei singoli membri della famiglia, della coppia e della relazione con i figli.

Questo mix è, dunque, talmente complesso che inevitabilmente ogni famiglia sperimenta delle modalità educative uniche e difficilmente catalogabili, ma, numerosi studi concordano con la classificazione di quattro modalità prevalenti a cui possono essere ricondotti i vari stili educativi genitoriali.

Di seguito verranno esposti i quattro stili educativi che i genitori possono mettere in atto nell’educare i propri figli. Per comprendere al meglio le loro peculiarità ci faremo aiutare da un film molto conosciuto e che, probabilmente, molti di voi hanno visto: “Willy Wonka e la Fabbrica di cioccolato”.

Lo stile negligente

Il primo stile che presenteremo è quello negligente. L’approccio è di tipo trascurante ed è caratterizzato sia da un’assenza di cura che da una mancanza di controllo. Le due componenti sopra descritte sono dunque entrambe ad un livello molto basso. Il bambino è spesso lasciato a sé stesso ed il genitore abdica completamente al proprio ruolo educativo. Non è attento al bambino e non riesce a cogliere le sue esigenze. Allo stesso modo non è in grado di contenere il figlio dandogli, attraverso regole ed esempi, strumenti che lo aiutino ad orientarsi nel mondo e nella realtà. Per chi ha visto il film “La fabbrica di cioccolato”, può rintracciare un esempio di stile negligente nel papà di Augustus Gloop che, incapace di mettere un freno alla fame vorace del figlio che divora qualsiasi cosa, gli permette di farsi del male.

Lo stile permissivo

Lo stile permissivo si differenza da quello precedente, in quanto, il genitore, in questo caso, è molto presente nella dimensione della cura; è in grado di accudire il figlio con affetto e con calore, anzi, spesso lo fa in maniera eccessiva. Ciò che il genitore permissivo non è in grado di fare è fornire al proprio figlio una forma di contenimento, un freno, delle regole utili per stare al mondo. Non vi è, dunque un bilanciamento tra le due componenti: quella supportiva e quella controllante; lo stile permissivo ha uno squilibrio in quanto manca il giusto livello di controllo. Il genitore non è in grado di dare quei no necessari affinché il figlio limiti il suo pensiero egocentrico e che, crescendo, gli daranno il confine tra ciò che sono i propri desideri e ciò che è la realtà. I bambini, così, crescono credendo di poter fare tutto ciò che vogliono e che il mondo è sempre pronto lì a soddisfare i loro desideri, cosa che, come ben sappiamo, non è conforme alla realtà. I genitori che nel film meglio rispecchiano lo stile educativo di tipo permissivo sono i genitori di Veruca Salt. Sono molto affettuosi e calorosi nei confronti della loro adorata bambina, ma completamente incapaci di mettere un freno all’egocentrismo della figlia. Le viene concesso tutto a qualunque prezzo e questo alimenta nella figlia un delirio di onnipotenza che le costerà molto caro.

Lo stile autoritario

Dalla parte diametralmente opposta rispetto al precedente vi è lo stile educativo di tipo autoritario. In questo caso, il genitore è completamente privo di capacità di accudimento, di calore umano e di affetto. È, piuttosto, molto rigido sul rispetto delle regole e intransigente e inflessibile sui no. In questo caso abbiamo uno sbilanciamento lungo la dimensione del controllo, compromettendo la componente di sostegno. Purtroppo, quest’approccio educativo è altrettanto pericoloso perché non aiuta il bambino a trovare dei compromessi tra i propri bisogni e la realtà. Il bambino, inoltre, sperimenta un amore vuoto, privo di qualsiasi fonte di affetto, elemento chiaramente necessario per crescere sviluppando una sana autostima. Analizzando i protagonisti del film che abbiamo preso come esempio, il bambino che sperimenta maggiormente questo tipo di stile educativo è proprio Willy Wonka che è cresciuto con un padre inflessibile e rigido; non cattivo, ma troppo concentrato sul proprio lavoro ed incapace di mostrare affetto al proprio figlio.

Lo stile autorevole

Il genitore che rispecchia lo stile autorevole è capace di dare sia contenimento e regole ed allo stesso tempo sa dimostrare affetto e calore. È un adulto attento ai bisogni del bambino ed è in grado di dare amore quando il proprio figlio ne ha bisogno. Allo stesso tempo sa porre delle regole quando è necessario. Lo fa, tra l’altro, spiegandone le ragioni, mostrando dispiacere se non può sempre esaudire i desideri dei bambini. È un genitore che riesce a mantenere un atteggiamento fermo per quanto riguarda il rispetto delle regole. È consapevole, infatti, che dare dei contenimenti e dei confini è necessario per lo sviluppo psicosociale del bambino, in quanto solo così potrà avere gli strumenti adatti per affrontare al meglio la realtà del nostro mondo. Inoltre, chi riesce ad impostare questo equilibrio tra le componenti del sostegno e quella del controllo, risulta essere abile nel presentare la regola: lo fa esponendola in maniera chiara, spiegandola e ripetendola quando serve, utilizzando una voce ferma e tranquilla, senza bisogno di urlare. È consapevole del fatto che non è necessario diventare aggressivo per affermare il proprio potere. Mostra di avere fiducia nel figlio, infondendo in lui quella sicurezza che gli permetterà di credere in sé stesso ed affrontare il mondo esterno.

Analizzando il film che abbiamo preso come esempio, i genitori che maggiormente rispecchiano questo stile educativo sono proprio i genitori di Charlie, il protagonista del film. Sono genitori che rivolgono al figlio uno sguardo amorevole e fiducioso, capace di sostenere il loro piccolo anche nei momenti difficili. I benefici che derivano da questo atteggiamento sono molteplici e Charlie, realizzando i suoi sogni, li incarna tutti.

È possibile migliorare lo stile educativo

Come abbiamo detto, lo stile genitoriale di ogni individuo è la somma di molte componenti. Certamente l’educazione ricevuta è un fattore da non sottovalutare, come anche le altre esperienze conosciute fuori dalla propria famiglia d’origine.

Anche il dialogo col proprio partner è necessario al fine di trovare dei punti di incontro, cercando di accogliere i punti di forza di ogni membro della coppia genitoriale al fine di educare nel modo più giusto i propri figli. Ma l’ingrediente che più di tutti è necessario al fine di migliorare la propria capacità educativa ed affinare le proprie abilità comunicative nella relazione genitore/figlio è la riflessione interiore, l’introspezione. Solo conoscendosi ed osservandosi possiamo prendere consapevolezza del nostro stile educativo e possiamo decidere, laddove riconosciamo forme disfunzionali e pratiche educative poco efficaci, di metterci in gioco, aggiustando il tiro del nostro stile educativo.

Ciò che è necessario è credere che la nostra storia passata non ci rende schiavi del nostro vissuto: non dobbiamo per forza ricalcare le modalità educative apprese nella nostra infanzia, né tantomeno, dobbiamo discostarcene scegliendo metodi diametralmente opposti. Ciò che è auspicabile è che ogni genitore possa sperimentare, consapevole dei pregi e difetti dell’educazione con cui è cresciuto, uno stile genitoriale personale più consono ai suoi valori.

Dunque, al fine di migliorarci e garantire ai nostri figli sicurezza, protezione ed affetto, ma anche un’educazione fatta di regole e confini necessari per vivere al mondo, il primo passo che dobbiamo compiere è giungere alla consapevolezza di noi stessi e del nostro stile educativo genitoriale.

E tu sei riuscito a riconoscerlo?

 

 

Fonti:

Baumrind D (1991). The influence of parenting style on adolescent competence and substance use, Journal of Early Adolescence