Attaccamento genitore-bambino: implicazioni per lo sviluppo
psicologico e relazionale nei primi due anni
Di Laura Avola

Durante i primi anni di vita, il bambino (soprattutto nei primi tre), in base alla relazione con l’adulto che principalmente si prende cura di lui (cioè chi passa più tempo insieme al piccolo che, nella stragrande maggioranza dei casi, è la mamma), svilupperà un preciso stile di attaccamento. L’attaccamento fa riferimento al legame affettivo che si costruisce tra adulto e bambino ed il modo in cui il genitore risponderà ai bisogni del figlio; questo condizionerà la formazione della personalità del più piccolo, la percezione che avrà di sé stesso e il suo modo di affrontare le relazioni future. Sappiamo, infatti, che le relazioni future di ogni essere umano rispecchiano quelle che ha sperimentato durante l’infanzia ed è questo il motivo per cui riproponiamo sempre gli stessi schemi relazionali, anche in età adulta.
Quali sono gli stili di attaccamento conosciuti?
Bowlby, ispirandosi agli studi etologici di Lorenz e di Harrow, considerando le osservazioni di Ainsworth sulle reazioni dei bambini al distacco dalla figura di riferimento, formulò la Teoria sugli Stili d’Attaccamento. Lo psicologo identificò quattro differenti stili di attaccamento che riportiamo di seguito:
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Attaccamento sicuro: il bambino che sente una vicinanza da parte dell’adulto e che sente soddisfatti i suoi bisogni, sperimenta un senso di fiducia e di reciprocità necessari per potersi costruire una base sicura. Il bambino sa che i suoi bisogni saranno soddisfatti dalla madre perché è questa l’esperienza che ha fatto; sente, dunque, che il caregiver è affidabile e, proprio per questo, può concentrarsi nell’esplorazione del mondo circostante. Il genitore offre al bambino una sintonizzazione emotiva che è alla base dell’empatia necessaria per rispondere adeguatamente ai bisogni che il neonato esprime con i pochi mezzi che ha a disposizione. Ad esempio, capirà se il pianto del bambino è dettato dalla fame, dal dolore e saprà come agire, confortandolo e prendendosi cura di lui in maniera adeguata e tempestiva. Questo porterà il piccolo a sviluppare un’accettazione verso il proprio sé, lo farà sentire libero di essere sé stesso nella relazione, esternando i propri bisogni. Avere una figura che sia in grado di prendersi adeguatamente cura di lui, darà al bambino l’idea di essere degno d’amore, condizione necessaria per crescere fiducioso verso gli altri e verso le proprie relazioni. Il bambino sarà sicuro nell’esplorare il mondo circostante sapendo che potrà sempre far ritorno alla sua base sicura, qualora lo ritenesse necessario. Fornirgli questo stile di attaccamento vuol dire donargli un ombrello da aprire quando le situazioni diventano difficili. Non vuol dire evitargli le situazioni dolorose, ma offrirgli supporto e protezione quando dovrà sperimentali.
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Attaccamento insicuro di tipo ansioso- ambivalente: in questo caso, il bambino vive un clima relazionale incoerente, in quanto, il genitore non riesce ad essere sempre sintonizzato emotivamente al bambino: alcune volte sembra essere sensibile ed in grado di prendersene cura, altre volte, in preda all’ansia ed all’insicurezza che egli stesso prova, risulta essere trascurante e negligente, poco propenso a comprendere il bambino e i suoi bisogni. Crescere in questa condizione significa sperimentare un senso di insicurezza che si traduce nell’incertezza di cosa aspettarsi dall’adulto; il piccolo non potrà sperimentare un senso di fiducia nelle relazioni, anzi, svilupperà un’intensa paura abbandonica che genererà una profonda ansia. Il bambino non saprà mai se il genitore sarà presente oppure no, se risponderà adeguatamente oppure risulterà sordo di fronte alle sue richieste ed avrà un’estrema paura, proprio per questo, di essere abbandonato. Per tale motivo, i bambini così accuditi, risultano estremamente attaccati ai propri genitori e, tendenzialmente, non esplorano in loro assenza; questo da una parte danneggia lo sviluppo dell’autonomia necessaria per crescere e, dall’altra, rende povere le esperienze, in quanto il bambino tenderà a rimanere bloccato pur di stare a fianco al genitore. La paura di essere abbandonato darà vita ad un meccanismo molto disfunzionale che minerà il benessere psicologico e la formazione di una personalità autentica del figlio: il piccolo tenderà a non dare valore ai suoi bisogni, li ignorerà e inizierà a concentrarsi su quelli degli altri, in particolar modo, su quelli del genitore, poiché si formerà in lui l’idea che le mancate attenzioni sono determinate da lui stesso e che per essere accettati ed amati è necessario assecondare gli altri. Si pongono così le basi per quella che da adulti può sfociare in dipendenza affettiva. I bambini con questo stile di attaccamento sono più ansiosi rispetto ai propri coetanei, sono inibiti, distanti e poco assertivi e dunque sviluppano scarse capacità interpersonali.
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Attaccamento insicuro di tipo evitante: i genitori di questi bambini si presentano come molto freddi e poco attenti all’emotività del figlio. Il bambino, che crescerà insicuro anch’ egli, attiva, per proteggersi, un meccanismo di evitamento. Sembra essere indifferente nei confronti del genitore e, nelle situazioni difficili, si comporta come se non fosse stressato dalla mancata presenza della protezione che l’adulto dovrebbe fornirgli. Inizia ad evitare un coinvolgimento emotivo nelle relazioni per non essere ferito. Ecco perché, i bambini che sviluppano questo tipo di attaccamento non piangono quasi mai e sono estremamente indipendenti, in quanto hanno bloccato la loro emotività e non sentono più i loro bisogni. Uno studio ha dimostrato che, i bambini con un attaccamento di questo tipo, fisiologicamente subiscono delle alterazioni disturbanti, infatti, ad esempio, hanno un battito cardiaco accelerato, ma non esprimendo tale disagio in quanto si disconnettono dai propri bisogni, sopprimono le loro emozioni in modo tale da poter rimanere vicino ai propri genitori senza rischiare di essere rifiutati. Crescendo, questi bambini, avranno caratteristiche di sviluppo peculiari: svilupperanno una forma di evasione e di distanziamento emotivo che gli permetteranno di affrontare il mondo senza scottarsi troppo.
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Attaccamento disorganizzato: questo tipo di attaccamento è certamente più raro anche perché si sviluppa in condizioni estremamente negative, ad esempio nelle famiglie in cui si registrano forme di abusi, maltrattamenti o lutti. In questi casi, il genitore che dovrebbe essere fonte di protezione, è anche colui che spaventa il bambino; quest’ultimo, dunque, non può costruirsi un’organizzazione nei comportamenti di attaccamento verso il genitore, poiché estremamente imprevedibile, al punto da spaventarlo con sistematiche esplosioni d’ira. I bambini che vivono queste esperienze sviluppano, a loro volta, una disregolazione emotiva, vivono spesso in uno stato di rabbia, sono estremamente preoccupati e poco reattivi, passivi e poco capaci di comprendere i loro stessi bisogni. Sono bambini che sembrano distaccati dal proprio genitore, anche quando vengono tenuti in braccio, poiché cercano di mantenere il controllo. È proprio questo il meccanismo di difesa che riescono a perpetrare, affinché possano scampare il pericolo dell’imprevedibilità genitoriale.
Perché è necessario sviluppare un attaccamento di tipo sicuro per gli esseri umani?
Alla nascita l’essere umano ha sviluppato solo il 25% del cervello e il suo sviluppo continuerà a progredire ed essere completamente sviluppato solo dopo i vent’anni. Per questo motivo, ciò che l’essere umano vive durante le prime fasi della vita è la programmazione con cui verrà costruito il suo cervello e che manterrà fino all’età adulta.
Dunque, ciò che sperimenta precocemente ha un impatto marcato a lungo termine sulla sua salute mentale ed emotiva e determina il modo in cui interagirà con gli altri. Il modo in cui si viene trattati da piccoli, dà un’idea su come si potranno affrontare le relazioni adulte. Ecco perché i genitori con il legame che costruiscono con i propri figli, impattano ed influenzano molto la vita di questi ultimi. Fornire ai piccoli un attaccamento sicuro li aiuterà a sviluppare un cervello sano. Avere un attaccamento sicuro con i propri genitori vuol dire aver appreso una strategia di sopravvivenza necessaria per il proprio benessere psichico. Dunque, dobbiamo ricordarci che avere sperimentato un attaccamento sicuro è un bisogno e non solo uno stile genitoriale né tantomeno un lusso o un capriccio.